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lunedì 26 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
Una giornata mondiale dei giovani
I più grandi al servizio dei più giovani che non vanno nè delusi, nè illusi
Nei giorni seguenti la conclusione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid mi ha molto colpito quello che ha scritto Umberto Folena su Avvenire: «Questa, più di ogni altra, è stata la Giornata mondiale dei giovani. La loro Giornata. Non, con tutto il rispetto, la Giornata degli educatori, dei preti, dei vescovi. Neppure la Giornata del Papa, che i giovani ha convocato proprio perché la festa fosse la loro festa. Gli educatori, i preti, i vescovi e sì, perfino il Papa si sono messi a servizio dei più giovani. Proprio come Gesù ha fatto e ha invitato a fare: i più grandi a servizio dei più piccoli, senza quel paternalismo che i giovani, comunque, annusano e smascherano. E allora diamogliela, la fiducia. Nelle comunità, nelle parrocchie, nelle aggregazioni, nelle scuole, nelle università, nei posti di lavoro, in politica. Ci hanno stupito per una settimana. Perché dubitare che possano stupirci per anni interi?».
Non so per quale ragione particolare, ma anch’io durante i giorni madrileni ho avuto l’impressione che i giovani volessero dimostrare al mondo intero la loro vitalità. Con il loro entusiasmo, con le tante debolezze, con i molti dubbi e le poche certezze; con gli amici di sempre e con quelli appena conosciuti… Da questi pensieri sono nate alcune considerazioni che provo a condividere.
La G.M.G. è un’esperienza che va consigliata a tutti i giovani che frequentano i nostri oratori e le nostre parrocchie. Oltre all’aspetto spirituale – che ognuno vive a suo modo a seconda dell’età e del percorso personale – in occasioni come queste si cresce, si conoscono persone e luoghi nuovi, si fanno i conti con qualche disagio a cui non siamo più abituati… Che tristezza sapere che tanti giovani, anche delle nostre parrocchie, non sono stati invitati a partecipare al raduno spagnolo solo perché sarebbero stati gli unici del gruppo o perché l’educatore del proprio oratorio non avrebbe potuto partecipare.
L’entusiasmo ma anche il raccoglimento che i quasi due milioni di Cuatro Vientos hanno dimostrato meritano la fiducia delle comunità locali dalle quali questi giovani provengono e alle quali sono tornati. Ho visto voglia di mettersi in gioco, volontà di rendersi disponibili, desiderio di fare proprio il futuro, ricerca di esperienze vere. Per questo non vanno delusi e, allo stesso tempo, non vanno illusi. La G.M.G. è un’esperienza come tante, forse quella che più di tutte rivela l’universalità della Chiesa. Non ti trasforma la vita e non ti rende più buono solo perché ci sei stato. Ma quella fiammella che si è accesa – e in alcuni casi si è riaccesa – deve essere alimentata nella vita di tutti i giorni: le nostre comunità non sfuggano alla sfida ma siano capaci di accompagnare chi dimostra questa disponibilità.
L’ultima considerazione è rivolta a tutti quelli che a Madrid ci sono stati: è una critica che, ovviamente, faccio per primo a me stesso. Ci è mancato un po’ di rispetto: verso Madrid, verso i suoi abitanti. È vero: non abbiamo spaccato vetrine o devastato qualche monumento. Ci mancherebbe ancora! Qualcuno obietterà anche che quasi due milioni di persone un po’ di confusione la generano. Però in alcuni frangenti ho avuto come l’impressione che proprio l’essere in tanti ci facesse un po’ sentire padroni di Madrid: cori e urla a qualsiasi ora del giorno o della notte, mezzi pubblici presi d’assalto dimenticandosi di chi a Madrid ci vive o ci lavora, senza parlare dello stato in cui abbiamo lasciato l’aerodromo di Cuatro Vientos. Altri avrebbero fatto sicuramente peggio di noi, ma noi avremmo dovuto fare meglio.
Se tutti, comunità, sacerdoti, educatori e giovani sapremo metterci in discussione dando fiducia a chi cammina al nostro fianco allora riusciremo a vivere già qui, nella nostra Diocesi, quell’«Andate e fate discepoli tutti i popoli», tema con il quale Benedetto XVI ci ha invitato a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013 per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù.
Alberto Baviera
da "La Vita Casalese" di giovedì 1 settembre 2011
mercoledì 31 agosto 2011
"Giovani GMG" da "Avvenire" di mercoledì 31 agosto 2011
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martedì 30 agosto 2011
La lezione della fatica
Ricordi della GMG? Sotto il sole e nella stanchezza ho contemplato gesti di bontà, altruismo e amore gratuito che raramente vedo nell'agio e nel benessere
Durante il viaggio di ritorno da Madrid dove avevo appena vissuto la GMG, una ragazza, all’invito ad esternare le proprie sensazioni, ha preso il microfono in mano e ha dichiarato: «Perché il Papa ci fa spendere tutti questi soldi e ci fa fare tutti questi chilometri se alla fine quello che ci ricordiamo è per il 95% la fatica?». Ecco, io a questa provocazione, forse per debolezza, non sono riuscito a ribattere sul momento, ma ora vorrei provare. Il Santo Padre ci chiede di riunirci con i giovani di tutto il pianeta per far comprendere al mondo che la chiesa è viva, che il messaggio di Cristo è davvero una Buona Notizia! E la fatica è compresa nel prezzo, la fatica ci rende credibili! Io penso che San Pietro, San Paolo e Gesù stesso abbiano dovuto patire fatiche molto più gravose di quelle che abbiamo sopportato noi per annunciare la Parola di Dio. Io che ho vissuto in prima persona quest’esperienza ho ammirato l’essenza della morale cristiana proprio nel disagio, sotto il sole cocente, nella stanchezza più opprimente, sotto la pioggia battente. Ho contemplato gesti di bontà, altruismo e amore gratuito che raramente ho visto e vedo in condizioni di agio e benessere.
Il Pontefice ci chiede questo: vivere il Vangelo in mezzo ai giovani, sperimentare la vita di Cristo, che è stata anche e soprattutto fatica, dolore e sacrificio. Ora a noi giovani spetta portare la GMG nelle nostre case e nel nostro paese. Ora sta a noi trasformare quel ricordo fatto al 95% di fatica in testimonianza. Testimonianza sì di Fede ma soprattutto di gioia, armonia e pace. Perché la GMG, è vero, è un’iniziativa esclusivamente cattolica ma credo che amare non sia un’esclusiva della Chiesa ma una prerogativa dell’essere umano. Concludo con le parole pronunciate da un vescovo proprio durante una delle catechesi svoltesi a Madrid: «Non ti lamentare degli ostacoli che trovi durante il gioco. Gli ostacoli sono il gioco!»
Claudio Cavalla - 17 anni, studente, Asti
giovedì 25 agosto 2011
L'entusiasmo dei giovani a Madrid
Le emozioni dei ragazzi casalesi alla Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Benedetto XVI in Spagna
I libretti distribuiti per seguire la Veglia e la Messa di Benedetto XVI sono tutti zuppi d'acqua, ma ancora leggibili. I materassini e i sacchi a pelo pieni di fango, che la lavatrice porterà via. Il caldo è stato tenuto a bada dall'acqua (sia in bottiglia che quella piovuta dal cielo). Gli zaini sono tornati più pesanti, pieni di tante testimonianze. Tornati a casa proviamo ad aprire lo zaino e raccontarvi della nostra esperienza alla GMG di Madrid.
Gemellaggio ad Arnedo. L'accoglienza ricevuta ne La Rioja (provincia della Spagna settentrionale) e più precisamente ad Arnedo è stata come la disposizione della Chiesa di Santo Tomás: l'altare in mezzo e i banchi intorno a cerchi concentrici, come ad abbracciare il pane ed il vino che diventano corpo e sangue di Cristo. Accompagnandoci in questa chiesa gli abitanti di Arnedo e con loro tutti quelli de La Rioja, ci hanno abbracciato, accompagnato e fatto sentire a casa. È ormai evidente che la GMG inizia con i gemellaggi nelle Diocesi: anche questa volta abbiamo sperimentato l'ospitalità di una comunità, una testimonianza di Chiesa Universale.
L'accoglienza in terra “riojana” ci ha fatto subito entrare in clima GMG, l'adorazione eucaristica che è seguita ci ha ricordato il motivo di questo incontro: Gesù Cristo. Conoscere la storia e scoprire la cultura delle popolazioni che ci hanno ospitato vuol dire entrare a fare parte della comunità di Arnedo: per questo la visita ai Musei della Scienza e della Calzatura, al Castello e alla Chiesa di San Cosme sono stati fonti di interesse e di conoscenza.
La giornata di sabato è stata dedicata al Cammino di Santiago (da Cañas a Santo Domingo de la Calzada) e alla catechesi e alla messa di Mons. Francesco Guido Ravinale, Vescovo di Asti, che ci ha ricordato che quello che incontriamo sul nostro cammino (nelle GMG come nella vita) fa parte del cammino stesso, non sono un ostacolo.
Domenica 14 abbiamo concluso “simbolicamente” il nostro gemellaggio a “La Rioja” con la giornata a Calahorra: circa 3.000 giovani provenienti da diverse parti del mondo hanno portato durante la processione offertoriale, assieme al pane e al vino, un po' di terra proveniente dal paese di origine che è finita in un grosso vaso per simboleggiare l'unione della chiesa che porta frutto.
Alla sera, festa di saluto con gli amici di Arnedo: i prodotti della nostra terra (vino e krumiri) sono stati donati come ricordo della nostra permanenza e come ringraziamento per il loro “caldo” abbraccio di disponibilità e accoglienza.
Madrid conquistata. Nel pomeriggio di lunedì l’arrivo nella capitale spagnola dove i giovani casalesi sono stati accolti e sistemati in un istituto scolastico nella periferia della città (zona Cuatro Vientos). I giorni seguenti sono stati un crescendo di emozioni e di coinvolgimento: dalla messa di apertura celebrata dall’arcivescovo di Madrid Card. Antonio María Rouco Varela alle catechesi ospitate nella chiesa dedicata a Maria Madre della Chiesa tenute dai Vescovi Mons. Paglia (Terni-Narni-Amelia), Mons. Seccia (Teramo-Atri) e Mons. Giusti (Livorno); dall’accoglienza del Papa vissuta nelle strade attorno a Plaza de Cibeles alla “festa del perdono” all’interno del parco del Buen Retiro dove i giovani di tutto il mondo hanno avuto modo di potersi accostare al Sacramento della Riconciliazione; dalla Via Crucis itinerante nel centro di Madrid al cammino verso Cuatro Vientos, l’aerodromo nel quale più di un milione di giovani ha vissuto il fine settimana conclusivo della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid. Prima sole e caldo, poi, poco dopo l’inizio della Veglia presieduta da Benedetto XVI, pioggia e vento a incrinare solo momentaneamente il clima di raccoglimento. Quando il cielo comincia a rischiararsi la notte di adorazione e di “riposo” può riprendere. Al mattino della domenica, sotto un sole cocente, occhi e cuore – come ha voluto dire il Papa all’inizio della Santa Messa conclusiva – hanno potuto levarsi per pregare. Nella sua omelia Benedetto XVI ha ammonito i giovani: «Il mondo ha bisogno della testimonianza della vostra fede, ha bisogno certamente di Dio. Penso che la vostra presenza qui, giovani venuti dai cinque continenti, sia una meravigliosa prova della fecondità del mandato di Cristo alla Chiesa». E poi ha aggiunto: «Anche a voi spetta lo straordinario compito di essere discepoli e missionari di Cristo in altre terre e paesi dove vi è una moltitudine di giovani che aspirano a cose più grandi e, scorgendo nei propri cuori la possibilità di valori più autentici, non si lasciano sedurre dalle false promesse di uno stile di vita senza Dio».
Al termine della Celebrazione l’annuncio della prossima G.M.G. che si terrà in Brasile, a Rio de Janeiro, nel 2013. In un paio d’ore Cuatro Vientos sembra già deserto. Prima della partenza un ultimo momento di preghiera nel quale si ha la possibilità di ricevere la Comunione per chi, nel corso della Celebrazione con il Papa, non ha potuto farlo: il temporale della notte ha infatti danneggiato alcune delle 17 tende predisposte per l'adorazione notturna e in cui erano custodite particole e pissidi, e non si è riusciti a riorganizzare la distribuzione per un numero così alto di partecipanti.
Poi tutti in pullman sulla strada di ritorno verso casa: la fatica comincia a farsi sentire, la stanchezza si trasforma presto in sonno. I pensieri però tornano a quel “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”: un’esperienza che in questi giorni ha regalato tanta gioia e allegria, un augurio per i tanti giovani che hanno invaso Madrid.
(da "La Vita Casalese" di giovedì 25 agosto 2011)
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